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GP d’Italia 2005: la cronaca di una brutta rossa

È stato un fine settimana da dimenticare e archiviare velocemente per la Ferrari al GP d’Italia 2005 che ha visto trionfare Juan Pablo Montoya alla sua seconda vittoria sul circuito di Monza. Sul podio anche Fernando Alonso e Giancarlo Fisichella, sull’altra Renault.

Michael Schumacher ha concluso il Gran Premio in decima posizione, mentre Rubens Barrichello, per molti giri davanti al compagno di squadra, è scivolato in dodicesima posizione a causa di un pit stop non programmato resosi necessario per sostituire una gomma che lamentava una perdita di pressione.

La Scuderia di Maranello è vittima di un campionato segnato, con Michael Schumacher ormai rassegnato.
A Monza, il feudo Ferrari per tradizione, la Rossa dice addio alle speranze matematiche di conquistare il titolo.

Le parole di Michael Schumacher a fine gara

Chiaramente la nostra corsa non è stata buona: eravamo troppo lenti. Non siamo minimamente vicini a dove vorremmo essere ma dobbiamo accettare questo stato di cose. Si potrebbe dire che siamo andati leggermente meglio che in Turchia ma non è certo sufficiente. Quando ero nono, ero pronto a prendermi dei rischi pur di prendere un punto: ne ho preso uno di troppo e sono finito fuori pista, il che mi è costato una posizione. Non ci sono motivi per essere arrabbiati ma dobbiamo soltanto cercare di migliorare: magari per Spa, anche se credo che non sarà possibile, ma, almeno, per la fine della stagione. Il campionato è, chiaramente, stato perso tempo fa: peraltro, abbiamo avuto tanti anni buoni prima di questo. Non è il caso di mollare perché le corse sono così. Mi dispiace per i tifosi e vorrei ringraziarli per il loro supporto, anche se non siamo stati in grado di dargli un buon risultato.

Il modello

Per l’occasione la Looksmart ha creato il modello in scala 1/43 della F2005 (limited 350 pcs) guidata da Michael Schumacher durante il GP d’Italia 2005.

Le foto della f2005

La stagione 2005 della Ferrari

La stagione 2005 iniziò alquanto male per Schumacher: al Gran Premio d’Australia ottenne solo un mesto ritiro per i danni riportati nel contatto con Heidfeld, mentre il compagno di squadra Barrichello arrivò secondo.Fernando Alonso, invece cominciò l’anno molto bene, arrivando terzo al primo Gran Premio, mentre vinse i due seguenti segnalandosi come principale contendente al titolo mondiale. La Ferrari non era competitiva, e Renault e McLaren presero velocemente il largo.

A metà stagione, al Gran Premio degli Stati Uniti di Indianapolis, successe qualcosa di insolito: durante le qualifiche (con la pole di Jarno Trulli) il fratello Ralf Schumacher ebbe un terribile incidente alla sopraelevata, dovuto all’inaffidabilità delle gomme Michelin su quel tracciato.

Le proposte di inserire una chicane furono vane: la FIA non accettò modifiche al percorso o l’invalidamento dei punti ottenuti in gara, per cui i piloti con gomme Michelin percorsero solamente il giro di ricognizione prima di rientrare nei box.

Alla partenza, si schierarono quindi solo sei vetture: le Minardi, le Jordan e le Ferrari. La vittoria andò quindi a Schumacher, seguito da Barrichello e da Tiago Monteiro su Jordan.

Il campionato piloti fu vinto da Fernando Alonso, quello costruttori dalla Renault; il ferrarista si classificò terzo con 2 punti sul quarto, Montoya e lontano dal campione Alonso e dal secondo classificato Räikkönen‎ rispettivamente di 71 e 50 punti; ugualmente deludente fu il risultato della Classifica Costruttori: la Ferrari fu terza alle spalle di Renault (91 punti di distanza) e McLaren (82 punti di distanza).

Silvano Lonardo

Founder di F1world e appassionato di Formula 1, Pallamano e vinili. Mi occupo di Digital Strategist. Blogger, insegnante di nuoto e papà.

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